Ho tanta voglia di gridare,
ho tanta voglia di piangere,
non riesco ad accettare la morte
di piccole schegge umane,
unici morti a non avere il conforto
di parole sante.
Ferocia umana che si accanisce
su germi di vita:
magia pulsante, frutti di fusioni, effusioni.
Siamo figli del sole,
ma la luna
non potrà mai illuminare
i vostri occhi, fratelli miei.
Perché mi ammazzi mamma?
Perché mi neghi la speranza
di guardare il cielo,
calpestare la terra, rincorrere i sogni?
Mamma fammi vivere.
Ho voglia di abbracciarti,
ho voglia di godere
la gioia delle tue carezze.
Mamma, mamma bella
che male ho fatto
per meritare la morte?
Mammina mia,
se ammazzarmi ti rende serena,
fallo!
Non posso fare altro che perdonarti.
Ho scambiato con te
piccoli sospiri,
con te ho capito
cos’è la vita
in quei piccoli naturali sospiri d’amore
e poi…
poi grandi silenzi.
Ho conosciuto grandi vuoti
che mi hanno indotto
a volare
pur non avendo le ali,
pur non essendo un angelo.
Mamma,
come fazzoletto umido innalzato al cielo,
come granellino
di sabbia
che vive nel vento,
eccomi,
sempre e per sempre,
ti chiedo:
fammi vivere
almeno nei tuoi ricordi!
Fenomeno d’immenso
che solamente tu
puoi farmi vivere in eterno.
Mamma mia!



