Come possiamo immaginare i giovani nel futuro, quale società attende i nostri figli, nipoti e pronipoti?
Nelle incertezze di un domani troppo condizionato dal progresso tecnologico, è legittimo porsi qualche domanda anche sul modo di vivere. Ed è quanto mai opportuno ricevere anche qualche risposta dai sistemi di intelligenza artificiale di cui disponiamo oggi.
Con l’arrivo del 2025, è iniziata l’era della Generazione Beta, quella che segue la Generazione Alpha, ossia i nati tra il 2020 e gli ultimi anni del 2030.
Secondo le ultime previsioni entro il 2035 la Generazione Beta costituirà il 16% della popolazione mondiale, molti di essi arriveranno al 22º secolo e sarà caratterizzata anche da un tasso di fertilità in calo.
Ma quali saranno i cambiamenti in termini di comportamento e di impatti sociali, economici e tecnologici?
La Generazione Beta crescerà in un mondo dove la tecnologia sarà ancor più pervasiva, con dispositivi intelligenti che gestiranno ogni aspetto della vita. L’intelligenza artificiale, la realtà aumentata (AR) e la realtà virtuale (VR) diventeranno strumenti quotidiani, non più solo per giochi o lavoro, ma anche per l’apprendimento, la socializzazione e la cura della salute.
Se oggi i nostri figli hanno sempre lo sguardo rivolto sullo schermo di uno smartphone, in futuro potrebbero interagire con assistenti vocali e robot autonomi in modo ancora più naturale, con dispositivi che anticipano le loro necessità. L’educazione potrebbe essere sempre più virtualizzata e personalizzata, con ambienti di apprendimento immersivi che cambiano a seconda delle preferenze e necessità di ciascun individuo.
Per quanto riguarda l’aspetto lavorativo ed occupazionale il futuro della Generazione Beta sarà fortemente digitale. Se oggi abbiamo i nativi digitali, i Beta nasceranno in un contesto in cui il lavoro remoto, il freelance e la digitalizzazione delle professioni saranno la norma.
Potrebbero nascere anche nuove professioni, come specialisti in AI etica, gestori di mondi virtuali, e consulenti di dati. I social network potrebbero evolversi in esperienze più immersive e interattive, dove le persone non solo scrivono o condividono immagini, ma vivono vere e proprie esperienze sociali digitali. In tale contesto all’intelligenza artificiale potrebbe aggiungersi anche l’Intelligenza emotiva digitale, con l’annullamento di un vero contatto umano e la capacità di interagire emotivamente con le altre persone attraverso schermi e avatar.
In questo futuro così digitalizzato potrebbero trovare beneficio le politiche sull’ambiente e sulla sostenibilità. Con il riscaldamento globale e le crisi ambientali in corso, sarà più probabile che i Beta abbiano una mentalità eco-responsabile, integrando scelte sostenibili nella vita quotidiana e cercando soluzioni innovative per combattere i problemi globali.
Inquesto processo evolutivo non va sottovalutata la salute mentale. Crescendo in un mondo altamente tecnologico, la Generazione Beta dovrà affrontare sfide legate a stress digitale, pressioni sociali e disconnessione emotiva. Tuttavia, ci si aspetta che siano più aperti nel discutere e gestire la salute mentale, grazie anche a un maggiore supporto e consapevolezza in merito.
Potrebbero svilupparsi tecnologie per il benessere con le app di meditazione, monitoraggio dello stato emotivo e intelligenza emotiva che diventeranno sempre più parte della routine quotidiana. Ma potremmo assistere anche ad un crescente movimento verso la cura di sé, con i giovani che cercheranno di bilanciare il mondo digitale con esperienze fisiche e più naturali, come attività all’aperto o pratiche di mindfulness.
In un mondo così omologato dovrebbe esserci anche maggiore inclusività e ci aspettiamo che i Beta sostengano attivamente la diversità, con un impegno a creare una società più inclusiva e comprensiva. Le identità in un mondo virtuale potrebbero diventare ancora più importanti, con persone che creano avatar che riflettono una versione diversa o ideale di sé stesse.
La Generazione Beta avrà probabilmente un approccio più globale alla politica, grazie a una maggiore connessione digitale. Con la crescente importanza dei social media come strumento di cambiamento, i giovani del futuro potrebbero avere una partecipazione politica ancora più attiva e mirata, anche grazie a piattaforme che facilitano la mobilitazione collettiva potrebbero essere protagonisti di cambiamenti radicali in vari settori, inclusi la giustizia sociale, la mobilità urbana e la democrazia partecipativa.
L’immaginazione ci porta lontano, le previsioni si portano dietro sempre incertezze ed interrogativi, ma se l’avanzamento delle nuove tecnologie può aiutare le future generazioni a migliorare il mondo, anche in un contesto di azione virtuale, allora ben vengano e in bocca al lupo a chi sarà protagonista nei prossimi 30 anni.



