Lidia De Simone Pucci, mia madre

Daniela Pucci
Daniela Pucci
Napoletana per nascita e formazione, vive e lavora a Roma come Dirigente scolastica. Dirige il Liceo classico Cornelio Tacito.

Il giorno due del mese di aprile dell’anno 2024, alle ore 14:32, la mia mamma è andata via.
Lei che amava la vita, i colori della natura in fioritura e rifuggiva chiunque parlasse, anche solo in maniera incidentale, di morte, amava ripetere e ripeterci quanto scrive Epicuro nella Lettera a Meneceo che “il più spaventoso dei mali, la morte, non è nulla per noi, dal momento che quando noi ci siamo, la morte non è presente, quando invece la morte è presente, allora noi non ci siamo”.

La sua intera esistenza è stata un inno alla vita, una proiezione instancabile verso il futuro, il futuro dei suoi figli, dei giovani studenti, che, a migliaia, hanno intercettato nelle aule del Liceo Umberto e all’Università la sua traiettoria di vita e da ultimo, delle sue cinque nipoti, per le quali aveva coniato l’espressione “le mie future”.

Come poter condensare ed esprimere il senso di un’esistenza che tanto impatto ha avuto nelle vite di coloro che l’hanno incontrata? Il nucleo ultimo di questa esistenza rimarrà sempre al di là, in un segreto inattingibile, come il pudore che l’ha caratterizzata fino all’estremo respiro, nella quieta dignità della sua casa. E, tuttavia, possiamo toccare quel nulla d’inesauribile segreto ripercorrendo alcune espressioni, i suoi motti, che sono come un emblema del significato che attribuiva alla vita stessa, sia personale che professionale, e mediante i quali indirizzava e spronava, ciascuno a suo modo e secondo i suoi peculiari talenti, tutti coloro che l’hanno conosciuta.

Il primo, “recta ratio cogitandi atque agendi“, condensa la sua rettitudine, l’estrema coerenza e senso di giustizia che l’ha sempre animata, nel pensiero come nell’azione, motto che aveva scelto come rappresentativo dell’identità del Liceo Umberto I, da lei magistralmente diretto per 3 lustri, dal 1988 fino al 2002. Seguendo tale motto, come torre ferma che non crolla, ha affrontato ogni fase della sua vita, anche quelle della perdita e della solitudine.

Il secondo, la καλοκαγαθία, la tensione verso il βίος καλὸς καὶ ἀγαθός, che amava esprimere anche con il riferimento ai trascendentali kantiani e tomistici del Vero, del Bene e del Bello, trascendentali intesi sempre non in maniera formalistica, ma come una forza capace di orientare deontologicamente e teleologicamente l’agire verso tali valori limite, vivi e pulsanti come stelle polari, in grado di tracciare e illuminare il cammino della persona e le scelte esistenziali.

Il terzo, tratto dall’Etica a Nicomaco di Aristotele, è un passo che parla della felicità e dell’immortalità, con cui soleva accompagnare come un abbrivio i pensieri augurali legati ad occasioni della vita di noi figli o delle nipoti, secondo il quale “non bisogna dar retta a coloro che consigliano all’uomo, poiché è uomo e mortale, di limitarsi a pensare cose umane e mortali; anzi, al contrario, per quanto è possibile, bisogna comportarsi da immortali e far di tutto per vivere secondo la parte più nobile che è in noi”.

Questo è lo spirito che ha sempre animato le sue scelte, scelte di amore e professionali, incentrate sulla volontà di sublimare e di elevarsi sempre, sin da quando, appena laureata in filosofia teoretica, volle frequentare un corso di specializzazione didattica per l’Africa, dove riteneva di portare il suo dono d’amore. Dono che ha poi rivolto nell’incontro con il suo sposo, il Prof. Raffaele Pucci, comunione di anime dedite alla ricerca e alla filosofia teoretica, mai disgiunta dall’impegno etico e pratico nel mondo della vita – βίος θεωρητικός unito al βίος πρακτικός .

Non omnis moriar, scrive il Poeta.
Fiore strappato, lasci nel cuore delle innumerevoli vite intrecciate alla tua radici d’amore che, coltivate, restituiranno al di là dell’inerzia del corpo la tua presenza, come ispirazione ed exemplum, Lidia De Simone Pucci.

Che la Terra ti sia lieve, amatissima mamma!

Daniela Pucci
Daniela Pucci
Napoletana per nascita e formazione, vive e lavora a Roma come Dirigente scolastica. Dirige il Liceo classico Cornelio Tacito.
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