Li sento ancora oggi
quei rumori assordanti
i motori degli aerei, lo scoppio, le urla
Vedo ancora oggi il fumo, la cenere,
i volti imbiancati, mia madre a terra senza vita
i miei giochi ricoperti di polvere
Sento e vedo ancora oggi
quella guerra lontana, quei soldati impazziti
quell’angoscia che brucia
Quel rumore di proiettili e bombe
che mi inseguono di giorno
che mi accompagnano di notte
E’ lontana la guerra, sono anni passati
ma il dolore ci spegne, frantuma i sorrisi
incendia l’anima
Ma poi c’è lei, l’amica di sempre
che illumina più del sole, la mia chitarra.
Nel silenzio che precede la nota,
c’è un respiro che trema, un ricordo che affiora piano
come luce d’alba tra le mani.
Ogni suono è un battito d’anima, una carezza al tempo che fugge,
una ferita che si fa melodia. per chi ha amato, per chi ha perso.
Le corde cantano ciò che non sappiamo dire,
svelano segreti nascosti nel cuore, raccontano di abbracci mancati,
di sogni lasciati a metà sul cuscino.
E mentre la chitarra piange e spera,
noi restiamo fermi, con gli occhi lucidi e l’anima nuda,
a sentire ciò che è stato e ciò che ancora può essere.
Fermi ad ascoltare la musica che ci fa compagnia
che abbatte la tristezza, colora l’anima
e diventa Vita, nostra Vita



