Il mondo è dei furbi? No, il mondo è dei gentili! Lo diceva Franck Martin, pubblicitario di lunga esperienza, specializzato in comunicazione e gestione dei team, che ha affrontato questo tema già nel 2016 nel suo libro dal titolo “Il potere della gentilezza. 16 regole d’oro per ottenere e dare fiducia”. La gentilezza custodisce il segreto per instaurare relazioni solide, autentiche, sottolinea Martin nel suo libro, che ci aiutano a conseguire i risultati desiderati in tutti gli ambiti della nostra esistenza privata e sociale. Non ha niente a che vedere con la manipolazione né con l’essere ben educati o manierosi, ma è un bene complesso e potentissimo, che appartiene a ciascuno di noi.
La gentilezza quindi può ancora salvarci? Viviamo un’epoca in cui l’aggressività sembra diventata la lingua più parlata. La rabbia si respira al volante, si legge nei commenti sui social, si ascolta nei bar e perfino nei luoghi di lavoro. È come se il mondo avesse smarrito il suo tono gentile, e con esso anche una parte della sua umanità.
Eppure, la gentilezza non è debolezza, non è un accessorio fuori moda per anime delicate. È una scelta forte e rivoluzionaria, un atto consapevole di resistenza al cinismo. Come disse Albert Schweitzer, medico e premio Nobel per la Pace: “A volte la nostra luce si spegne, ma viene riaccesa all’istante da un incontro con un altro essere umano. Ognuno di noi ha motivo di essere grato a chi ha riacceso la sua fiamma.” Spesso, basta una parola gentile, un gesto, uno sguardo sincero per cambiare il corso di una giornata, o perfino di una vita.
Dopo la pandemia ci eravamo illusi: “Ne usciremo migliori”, dicevamo. E invece, a distanza di pochi anni, il mondo appare ancora più isolato, nervoso, egoista. Abbiamo superato la distanza fisica, ma siamo più distanti che mai emotivamente. Abbiamo smesso di ascoltare, di capire, di perdonare. Abbiamo dimenticato il valore della cortesia, dello sguardo empatico, della parola gentile.
La gentilezza, invece, può ancora salvarci. È una forma concreta di intelligenza emotiva, è comprensione, è attenzione. Già nell’antichità per i Greci, incarnava valori come l’ospitalità (xenia), la nobiltà d’animo (arete) e l’armonia umana, legandosi a concetti come charis (grazia) e philia (amicizia). Per i Romani, derivava da “gens”, indicando un concetto ampio di nobiltà d’animo.
La gentilezza è un linguaggio universale che non ha bisogno di traduzioni. Ed è gratuita. Un “buongiorno” detto con sincerità, un “grazie” sentito, un “posso aiutarti?” rivolto a uno sconosciuto: sono atti che non costano nulla, ma arricchiscono chi li riceve e chi li offre.
Come ricordava Mahatma Gandhi: “Con la gentilezza si può scuotere il mondo” ma va ricordata anche un’altra sua citazione: “Quando la misura e la gentilezza si aggiungono alla forza, quest’ultima diventa irresistibile”. Ed è vero: perché la gentilezza non alza mai la voce, ma arriva lontano.
Gandhi vedeva la gentilezza non come debolezza, ma come un’arma di forza morale e di resistenza, legata alla sua teoria del Satyagraha (resistenza non violenta).
Le immagini di social e tg che ci bombardano ogni giorno, la spietata crudeltà della guerra in Medio Oriente, il conflitto tra Russia e Ucraina, i commenti di odio successivi all’uccisione di Charlie Kirk, non aiutano a ritrovare il dialogo e la gentilezza. E poi le ultime terribili notizie dell’uccisione della giovane ucraina Iryna a bordo di un treno della metropolitana negli Stati Uniti e il suicidio del 14enne Paolo a Latina per gli ennesimi ed avvilenti casi di bullismo, soprattutto dopo gli innumerevoli appelli inascoltati, cosa ci lasciano? Sicuramente nulla di gentile.
Ma per fortuna nel mondo dell’informazione e del sociale qualcosa si muove per promuovere e diffondere la gentilezza.
È online la seconda edizione del podcast “Sulla Gentilezza”, il progetto ideato e promosso da Fondazione Amplifon insieme a Chora Media, con la conduzione di Mario Calabresi, che dialoga con protagonisti della società e della cultura. Ogni episodio affronta la gentilezza da un punto di vista diverso: l’informazione, la politica, la scienza e l’arte. L’obiettivo è stimolare una riflessione condivisa su un valore che può avere un impatto concreto nelle relazioni e nella vita sociale.
Questo il link per ascoltare i podcast sulla gentilezza:
https://choramedia.com/podcast/sulla-gentilezza/
Neri giorni scorsi, invece, in occasione della riapertura delle scuole, i 700 alunni dell’Istituto comprensivo Rina Durante di Melendugno, in provincia di Lecce sono stati accolti da un murales dedicato alla gentilezza e con la scritta “Sii Gentile” realizzato dall’artista californiano Trek Thunder Kelly su iniziativa di Romina Power, la cantante che da alcuni anni si è trasferita nel comune salentino. Una piccola iniziativa che può rappresentare l’inizio di una rigenerazione dei rapporti umani.
Nel caos quotidiano, tra crisi internazionali, tensioni sociali e divisioni ideologiche, la gentilezza potrebbe essere l’anticorpo più semplice e rivoluzionario. Non salverà il mondo in un giorno, ma può renderlo più vivibile, più umano.
Oggi, più che mai, abbiamo bisogno di educare alla gentilezza, nelle scuole, nelle famiglie, nelle aziende. Perché essere gentili non è solo un atto individuale: è una responsabilità collettiva. E chi semina gentilezza, anche nel silenzio, lascia dietro di sé un mondo migliore.



